.
Annunci online

mildareveno
Esperanto, sovrappopolazione e altro...


Diario


30 agosto 2008

Hillary, Debra e Sarah

Se cliccate sull'immagine potrete vedere un terribile spot elettorale di John McCain, in cui Debra Bartoshevich, ex delegata di Hillary Clinton, annuncia che voterà per il candidato Repubblicano. Ho voluto immortalare Debra nella sua magnifica posa riflessiva (nel video la potrete ammirare meglio).

Purtroppo però McCain come vice non ha scelto Debra ma Sarah Palin. Sarah Palin è membro della National Rifle Association (la lobby delle armi) e delle Feminists for Life (che sostengono la tutela della vita a partire dal concepimento). Inoltre è a favore della pena di morte per evitare il rischio della reiterazione di gravi reati (come se questo non si potesse ottenere con il carcere), è una sostenitrice del petrolio e vorrebbe che nelle lezioni di scienza si parlasse del creazionismo. Infine è contraria alle unioni gay e si è opposta all'inserimento degli orsi polari tra le specie a rischio.

Per quale valido motivo i fan di Hillary Clinton (che sostiene Obama) dovrebbero premiare una scelta del genere e votare McCain? La risposta la sa solo Debra.
_




permalink | inviato da mildareveno il 30/8/2008 alle 10:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


29 agosto 2008

Obama: ridurre gravidanze indesiderate sia obiettivo bipartisan

Quello che è stato perso è anche il senso di uno scopo comune, ed è ciò che dobbiamo recuperare. Anche se non siamo d'accordo sull'aborto possiamo sicuramente essere d'accordo sulla riduzione del numero di gravidanze indesiderate in questo paese.

Barack Obama, 28 Agosto 2008
_




permalink | inviato da mildareveno il 29/8/2008 alle 20:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


21 agosto 2008

Ciò che il Dalai Lama non ha smentito

Brutta figura di "Le Monde", che ha messo in bocca al Dalai Lama la frase "140 tibetani sarebbero stati uccisi, ma questa cifra deve essere confermata". Il giornalista di "Le Monde" ha sbagliato e il sito di "Le Monde" farebbe bene a correggere l'intervista, citando la frase errata nella rettifica. 

Però nell'intervista oltre a quella frase ce ne sono altre che il Dalai Lama non ha smentito e che rischiano di essere oscurate dall'infortunio di "Le Monde":

Dall'inizio dei moti, il 10 Marzo, dei testimoni attendibili hanno potuto accertare che quattrocento persone sono state uccise nella sola regione di Lhasa. Uccise da pallottole, allorché manifestavano disarmate. Se si prende in considerazione l'intero Tibet il numero di vittime è sicuramente ben più grande. Diecimila persone sono state arrestate. Non si sa dove siano state incarcerate. La novità è la costruzione di veri accampamenti militari. La presenza militare in Tibet è di lunga data, ma la frenesia di nuove costruzioni* nelle regioni dell'Amdo e del Kham mi fa dire che questa colonizzazione attraverso l'esercito è destinata a durare. In passato i camion militari venivano e restavano qualche mese. Oggi un progetto di repressione brutale ha carattere duraturo**._

NOTE

*Testo originale: "la frénésie de constructions nouvelles".
**Testo originale: "Aujourd'hui, un projet de répression brutale s'inscrit dans la durée".
  




permalink | inviato da mildareveno il 21/8/2008 alle 21:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


20 agosto 2008

Tanti figli e tanta fame

I dati del Population Reference Bureau mostrano che i paesi che hanno una maggiore crescita demografica sono i paesi più poveri. Quasi tutta la crescita demografica planetaria è concentrata nei paesi più poveri del mondo. Noi che facciamo pochi figli ce la passiamo molto meglio. Penso sia saggio continuare a farne pochi e aiutare loro a farne meno. Nei paesi meno sviluppati il 35% delle persone è sottonutrito. La percentuale sale al 60% in alcuni stati sub-sahariani._




permalink | inviato da mildareveno il 20/8/2008 alle 21:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


18 agosto 2008

India: ratti al ristorante

Secondo certuni la crescita economica dell'India dimostrerebbe che la preoccupazione per la sovrappopolazione è ingiustificata.

Forse non sanno che nello stato indiano del Bihar per contrastare l'impennata del prezzo del cibo le autorità governative stanno incoraggiando la gente
a mangiare ratti._




permalink | inviato da mildareveno il 18/8/2008 alle 21:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


17 agosto 2008

E' un grosso climatologo? No, è Grosso climatologo

Quando la Terra deciderà che il rialzo termico è stato eccessivo riproporrà una fase fredda che, alla luce della crisi energetica, sarà molto più pericolosa e gravosa per l'economia di quella calda.

Alessio Grosso
_




permalink | inviato da mildareveno il 17/8/2008 alle 15:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


17 agosto 2008

Discriminazione linguistica nell'Ue: Italia e Spagna reagiscono

Là dove il “sì” non suona più

Unione Europea L’Italia dichiara guerra all’uso di tre sole lingue negli atti dell’Ue. Minacciando denunce alla Corte di giustizia e l’abbandono delle sessioni di lavoro.

La mancanza dell’italiano negli atti Ue impedisce pari opportunità di carriera e ostacola le imprese italiane

di Antonio Rapisarda

Guerra al “regime trilinguistico” nelle istituzioni europee: atto primo. Dopo la lettera di Silvio Berlusconi che invitava ministri e diplomatici a far rispettare il principio della pari dignità dell’italiano in seno agli organismi comunitari, ecco il caso “pilota” che dà il via alla contesa che è linguistica, diplomatica e politica allo stesso tempo. Un bando di concorso europeo per un incarico di direttore dell’Olaf (l’ufficio europeo per la lotta antifrode), pubblicato esclusivamente in inglese, francese e tedesco, ha scatenato la prima reazione ufficiale in difesa della sua lingua. L’Avvocatura dello Stato, lo scorso 3 luglio, si è rivolta all’avvocatura di primo grado della Comunità denunciando una violazione del principio del plurilinguismo, stabilito dai Trattati costitutivi.
L’offensiva mira a colpire la prassi, consolidata soprattutto nella Commissione guidata da José Manuel Barroso, accusata di ostacolare la trasparenza stessa dei lavori dell’istituzione, le pari opportunità di accesso del personale italiano all’euroburocrazia e la competitività delle aziende nostrane che intendessero gareggiare per gli appalti comunitari.
Dietro l’ambigua dicitura di “lingue di lavoro”, a detta di Palazzo Chigi, si starebbe instaurando di fatto una gerarchia che avvantaggerebbe alcuni paesi sul resto dell’Unione. Per questo motivo Berlusconi ha invitato a monitorare “il regime applicato agli incontri in ambito Ue” e, nel caso si dovesse riscontrare l’assenza dell’italiano o dell’interpretariato, esorta a ricorrere alla Corte europea di giustizia per segnalare l’illecito e ad abbandonare in segno di protesta sessioni di lavoro e riunioni.
Questo metodo di contrasto vede, a fianco dell’Italia, il governo spagnolo di José Luis Zapatero. La Spagna, infatti, è un altro paese colpito dal potere della “triade”: già in passato ha dovuto protestare vivacemente, per esempio, sull’annunciato ridimensionamento dei propri interpreti negli organismi europei. Tocca a questo inedito asse Roma – Madrid, allora, guidare la fronda dei paesi impegnati a far rispettare il principio della parità degli idiomi e delle identità culturali.
Il piano per la difesa dell’italiano coinvolge anche il mondo accademico. Per il 21 ottobre, infatti, è previsto un convegno organizzato a Bruxelles dall’Istituto italiano di cultura, al quale parteciperanno le principali istituzioni che si occupano di promozione della lingua italiana: tra queste la società Dante Alighieri e l’Accademia della Crusca. Un atto simbolico, poi, è già stato compiuto dal vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani, il quale ha imposto l’italiano come lingua di lavoro nel proprio gabinetto.
Già lo scorso anno, invero, c’erano state le prime avvisaglie di questo scontro linguistico. L’occasione è stata la ricorrenza del 50° anniversario della firma del Trattato di Roma. La beffa si è consumata sulle pagine del sito web dedicato alle celebrazioni: qui mancava la sezione in italiano. Emma Bonino, ministro delle Politiche comunitarie di allora, denunciò la discriminazione, senza giustificazione, della lingua italiana. Un modo del tutto singolare di ringraziare il Paese nel quale, in embrione, prese corpo la futura Europa unita.

Da "Panorama" del 21/8/2008. Letto sul
sito dell'Esperanto Radikala Asocio._




permalink | inviato da mildareveno il 17/8/2008 alle 12:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


13 agosto 2008

Monsignor Fisichella: Oriana Fallaci voleva soffrire fino alla fine

A monsignor Rino Fisichella, contrario all'eutanasia e al testamento biologico, non devono piacere molto neanche i farmaci che alleviano il dolore, e per convincerci che è meglio morire soffrendo come bestie ha scelto come testimonial Oriana Fallaci:

Oltre ad essere contraria a qualsiasi forma di eutanasia, Oriana non avrebbe mai accettato nulla su di lei. Sapeva che avrebbe sofferto, non intendeva tirarsi indietro. (...) Ricordo molto bene che sapeva di dover soffrire e che voleva farlo rimanendo lucida fino alla fine perché intendeva combattere in pieno la sua battaglia contro la morte. Era una sfida tra loro due, tra lei e la morte.

Ma Francesco Matera, amministratore delegato della casa di cura Santa Chiara, dove la Fallaci è morta, ha detto cose diverse:

E' vero: chiese di non soffrire più, ma non si è assolutamente fatto ricorso all'eutanasia. Ricordo perfettamente quelle ore drammatiche, le abbiamo somministrato dei farmaci per alleviare il dolore, come la morfina o altri antidolorifici...

NOTA

Le citazioni  sono tratte da un
articolo di Flavia Amabile._




permalink | inviato da mildareveno il 13/8/2008 alle 10:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


7 agosto 2008

Scandaloso: Salvatore Ferraro avrà un ruolo importante in Forza Italia

Dall'"Opinione" di ieri:

New entry in via dell’Umiltà sarebbe il quarantunenne Salvatore Ferraro, condannato a 4 anni e 2 mesi per favoreggiamento per il delitto della studentessa universitaria Marta Russo, chiamato dal neo portavoce Capezzone a collaborare con lui ai piani alti del partito di Silvio Berlusconi. Inutile aggiungere che nel Palazzo sono molti ad interrogarsi sull’opportunità di un simile acquisto.
        
C'è da scandalizzarsi? Certamente: non si capisce che ci faccia in Forza Italia uno in gamba come Ferraro.

Spero che i simpatizzanti di Forza Italia e lo stesso Capezzone non si offendano per la battuta. Ma soprattutto mi auguro che nessuno pensi che io sia insensibile riguardo a ciò che è accaduto a Marta Russo. Semplicemente non sono per niente convinto che Scattone e Ferraro siano i responsabili dell'omicidio. A chi non ha seguito bene quel processo suggerisco di leggere ciò che segue.

Da
"Repubblica" del 22 Settembre 1998

Restano dunque ancora senza risposta le contraddizioni di una donna che sostiene oggi di aver assistito a un delitto, che lo ha negato poi con tutte le sue forze per un mese e mezzo ("lo giuro sulla testa dei miei figli, io nell'aula 6 non c'ero", dice la Alletto in lacrime nella video cassetta), e che alla fine, dopo un interrogatorio di oltre quattro ore, il 14 giugno si decide ad accusare Giovanni Scattone e Salvatore Ferraro. Continuano anche a non essere chiare le sfasature di tempo tra le confidenze che la Alletto fa a vari colleghi prima della sua confessione e ciò che poi dice agli inquirenti. Non trova un perché, ad esempio, una frase intercettata il 12 giugno, quando la Alletto dice: "Loro sanno che non c'ero. Però vogliono una teste affidabile. Non mi conviene dire che non c'ero". La superteste non la sa spiegare, come non sa spiegare quest'altra: "Ci sono dentro fino alla cima dei capelli... se non tiro fuori qualcosa è il dramma". [...] Si è lasciata sfuggire oggi, la super teste, anche un "non escludo che qualcuno", durante gli interrogatori a cui fu sottoposta, le riferì la scena che si svolse nell'aula 6 il giorno dell'omicidio di Marta Russo.

Da
"Repubblica" del 9 Novembre 1998

Ennesimo colpo di scena al processo per l'omicidio di Marta Russo con la testimonianza di Laura Cappelli che ha ulteriormente minato la credibilità della superteste dell'accusa Gabriella Alletto. "Mi stanno convincendo che ero lì dentro, mi stanno convincendo che hanno sparato da lì": queste le confidenze che la Alletto avrebbe fatto il 12 giugno 1997, due giorni prima che la sua confessione portasse Scattone e Ferraro in carcere, alla sua collega Cappelli, assistente bibliotecaria dell'Istituto di filosofia del diritto. La conversazione tra le due donne, su cui esiste anche una intercettazione ambientale, avvenne alle 8.50 nella segreteria dell'Istituto, alla presenza anche dell'altra segretaria, Maria Urilli. Ecco il racconto fatto questa mattina da Laura Cappelli. "La Alletto mi disse: 'Mi hanno messa in mezzo, io in quella stanza non c'ero, ma mi conviene dire che c'ero'. Io le chiesi: 'Ma se dici che c'eri devi dire anche chi c'era'. Lei rispose: 'I nomi non me li hanno fatti, non è chiaro quello che vogliono. Loro si immaginano la scena e hanno bisogno di una testimonianza attendibile'. Io le chiesi: 'Sei convinta che abbiano sparato da quella stanza?'. E lei rispose: 'Eh, mi stanno convincendo'. Io continuai: 'Ti stanno convincendo anche che tu eri là dentro?'. E lei: 'Sì, mi stanno convincendo anche di questo". [...] L'assistente bibliotecaria ha detto di essere stata molto colpita da quella prima conversazione con la Alletto, e di aver ripreso più tardi il discorso per questo motivo (la conversazione tra le due donne venne intercettata, ma solo per quanto riguarda le parole scambiate nella stanza della segreteria e non per il colloquio che avvenne all'esterno della stanza). La teste della difesa ha anche ricordato una frase che le disse la Alletto in un'altra circostanza: "Mi spiegò che due nomi glieli avevano fatti". Durante l'udienza di oggi, la difesa di Scattone e Ferraro ha presentato un altro teste, lo studente di Giurisprudenza Roberto Lastrucci, presente al momento del ferimento mortale di Marta. "Ero sul ballatoio della scala antincendio, quello di fronte alle finestre di Filosofia del Diritto", ha detto Lastrucci. "A un certo momento ho udito uno sparo. Ho guardato in basso e ho visto cadere una ragazza. Poi i miei occhi si sono istintivamente rivolti in alto: ho guardato verso l'Istituto di Chimica e poi verso le finestre dell'Istituto di Filosofia del Diritto, ma a quelle finestre non ricordo di aver visto nessuno". Lo studente ha detto di aver sentito un rumore "soft, leggero, simile a quello di un fucile da luna park", ma ha aggiunto di non saper dire da dove provenisse._

Dal "Corriere della sera" del 12 Febbraio 1999

Il "no" all' aula 6 e' forse il colpo piu' duro subito dall' accusa nelle cinquanta e piu' udienze del processo Marta Russo. Un "no" tecnico, pronunciato dai periti della Corte d'Assise in base ad una serie di riscontri molto articolati, un "no" che potrebbe aver allontanato dal capo di Scattone e Ferraro lo spettro di una condanna, e che comunque viene ampiamente motivato nelle oltre cento pagine della loro relazione. Se il proiettile che ha ucciso Marta, osservano dunque i periti, "fosse stato sparato da una delle finestre del primo piano ed in particolare da quelle indicate con i numeri 1, 3, 4 e 6, il tiratore avrebbe dovuto sporgersi verso l' esterno del davanzale per poter colpire la ragazza. Dato che impugnava un' arma silenziata, che di norma ostacola la mira, doveva, nel caso avesse voluto colpire volontariamente la vittima, permanere nella posizione sopracitata per un periodo di tempo maggiore, considerato anche che la stessa era in movimento". Questo pero' non coincide con quanto raccontato da 3 studenti che la mattina del 9 maggio non avevano notato alcun movimento strano, pur trovandosi su un balcone della facolta' di Legge posto esattamente di fronte all' aula 6. Scrivono i tre consulenti: "Appare assai improbabile che nessuno di questi tre testi non possa aver notato movimenti dalle finestre situate al primo piano". Diverso e' il discorso per le finestre 7 (bagno uomini) ed 8 (locale in ristrutturazione) del piano terra. Che, secondo i periti, "avrebbero consentito all' ipotetico tiratore di sparare da minore distanza e di ottenere una traiettoria della pallottola meno inclinata, sia sul piano orizzontale che in quello verticale". Secondo i periti "la conformazione dei due locali consentiva all' eventuale tiratore di sparare dall' interno e in prossimita' della parete laterale destra degli stessi senza poter essere visto dai testi che si trovavano sul pianerottolo superiore della scala antincendio. E il tiratore avrebbe potuto sparare tenendo l' arma anche ad una distanza di circa un metro dalle finestre 7 ed 8. In questi due ultimi casi il tiratore non avrebbe visto e non avrebbe potuto essere individuato nemmeno dai testimoni posti di fronte alla vittima".




permalink | inviato da mildareveno il 7/8/2008 alle 18:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


1 agosto 2008

Legge olandese sull'eutanasia: una strana traduzione

Ho dato un'occhiata alla legge olandese sull'eutanasia sia in inglese che in italiano. Tra le traduzioni italiane ne circola una* in cui "Requirements of due care" (titolo dell'articolo 2) è reso con "Requisiti della cura obbligatoria". Cura obbligatoria? Ma non si sta parlando di eutanasia? 

Che ci sia qualcosa che non va lo dimostra il fatto che, poco oltre, "[a physician] has terminated a life or assisted a suicide with due care" (articolo 2, comma 1) è tradotto con "[un medico] ha posto fine alla vita o ha assistito ad un suicidio con le dovute attenzioni".

Incredibilmente "assistere" invece che nel senso di "aiutare" è usato  nel senso di "essere spettatore di". Un errore grossolano. Ma concentriamoci su "due care": qua è tradotto impeccabilmente con "dovute attenzioni" invece che con "cura obbligatoria".

Certo, tradurlo con "cura obbligatoria" non è proprio un errore perché l'italiano "cura(re)" riunisce in sé il significato dei due termini inglesi "(to) care" e "(to) cure":

"To cure someone"="Curare qualcuno".

"To take care of someone"="Prendersi cura di qualcuno".

Nella traduzione di "requirements of due care" il termine "cura", contrariamente a quanto sarebbe ragionevole aspettarsi (visto che stiamo parlando di medici), va inteso in questo secondo senso: il medico si prende cura del paziente terminale che ha scelto l'eutanasia assistendolo con le dovute attenzioni. E poi "obbligatoria" è ambiguo, e fa pensare che il paziente sia curato contro la sua volontà. Tradurre con "assistenza dovuta" non avrebbe dato luogo ad equivoci.

In un'altra traduzione** "Requirements of due care" è reso con "Criteri di accuratezza", in modo un po' libero ma certo preferibile. Tradurlo con "requisiti della cura obbligatoria" è fuorviante, perché non si sta evidentemente parlando di terapie imposte. Quella è roba nostra.
_

NOTE

*La si trova ad esempio nel sito della Pontificia Accademia per la Vita, ma anche nel bel libro radicale sull'eutanasia "Deus vult".
**Quella presente, ad esempio, sul sito di
Exit Italia.




permalink | inviato da mildareveno il 1/8/2008 alle 19:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
sfoglia     luglio        settembre
 
 



blog letto 1 volte
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

INIZIO

Che significa 'Mildareveno'
Indice ultime cose
Profilo
COLLEGAMENTI

SOVRAPPOPOLAZIONE
Associazione Rientrodolce
Gruppo di discussione Rientrodolce

ESPERANTO
Corso di esperanto
Sito E.R.A. 'Ni parolas Esperante' (in italiano)
Diskutgrupo 'Ni parolas Esperante' (en Esperanto)

LINKANO QUI
Malvino due
Malvino
Ruzino
Weissbach
Bloggato
Esperanto San Vittore
PoveroBucharin
Soflib
Il-mio-generale
IlMondoDiGalamay
Econonviolenza
School for the girls
Muffin
Rima con
Briganti&Libertari

Zamenhof, creatore dell'Esperanto

CERCA NEL BLOG