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Diario


8 febbraio 2009

Le accuse di Pietro Crisafulli contro Beppino Englaro

Pietro Crisafulli ha inviato una lettera a tgcom, facendo gravi accuse a Beppino Englaro:

"Nel marzo del 2006 andai in Lombardia, a casa di Englaro, in compagnia di un conoscente. [...] All'epoca anch'io ero favorevole all'eutanasia. Facemmo anche diverse foto insieme, e visitai la città di Lecco. Nella circostanza Beppino Englaro mi fece diverse confidenze, tra le quali che i rappresentanti nazionali del Partito Radicale erano suoi amici. Ma soprattutto, mentre eravamo a cena in un ristorante, in una piazza di Lecco, ammise una triste e drammatica verità. Beppino Englaro si confidò a tal punto da confessarmi, in presenza di altre persone, che 'non era vero niente che sua figlia avrebbe detto che, nel caso si fosse ridotta un vegetale, avrebbe voluto morire'. In effetti, Beppino, nella sua lunga confessione mi disse che alla fine, si era inventato tutto perché non ce la faceva più a vederla ridotta in quelle condizioni. Che non era più in grado di sopportare la sofferenza e che in tutti questi anni non aveva mai visto miglioramenti. Entro' anche nel dettaglio spiegandomi che i danni celebrali erano gravissimi e che l'unica soluzione ERA FARLA MORIRE e che proprio per il suo caso, voleva combattere fino in fondo in modo che fosse fatta una legge, proprio inerente al testamento biologico."
 
Non si capisce perché il padre di Eluana dovrebbe volere la legge sul testamento biologico "proprio per il suo caso": la legge serve per i casi futuri, non per Eluana.
 
Beppino Englaro dunque sarebbe stato così sprovveduto da confessare un segreto del genere al ristorante, in presenza di più persone. Sarebbe interessante sapere se queste persone confermano il suo racconto. Ma poi chi sarebbero queste persone? Una immagino sia il conoscente con cui Pietro Crisafulli è andato a casa di Englaro: l'altra o le altre chi sono? Clienti seduti ai tavoli vicini? Persone che si trovavano allo stesso tavolo? Camerieri?

In ogni caso leggendo la lettera di Pietro Crisafulli si capisce che questa confessione oltre a lui l'hanno sentita almeno altre due persone.
 
Al "Corriere della sera" Crisafulli ha detto invece che il testimone era solo uno:
 
"Nel marzo del 2006 andai a casa Englaro a Lecco. Da lì andammo in un ristorante e in quella sede, con un testimone, mi fece quella confidenza."
 
Torniamo alla lettera. Crisafulli scrive:
 
"E non ho mai reso pubbliche queste confidenze, anche perché dopo aver scritto personalmente a Beppino Englaro, a nome di tutta la mia famiglia, per chiedere in ginocchio di non far morire Eluana, di concedere a lei la grazia, fermare questa sua battaglia per la morte, pensavo che si fermasse, pensavo che la sua coscienza gli facesse cambiare idea. Ma invece no. Lui era troppo interessato a quella legge, a quell’epilogo drammatico. La conferma arriva, quando invece di rispondermi Beppino Englaro, rispose il Radicale Marco Cappato, offendendo il Cardinale Barragan, ma in particolare tutta la mia famiglia."
 
Insomma, Englaro vuole la legge per il testamento biologico e a questo scopo intende sacrificare la figlia. Crisafulli ribadisce il concetto anche in quest'altra intervista nella trasmissione "Telecamere": "Si è inventato tutto. Voleva portare avanti la storia del testamento biologico".
 
E poi arriva la conferma: Pietro Crisafulli a nome della famiglia Crisafulli scrive una lettera aperta a Beppino Englaro chiedendogli "la grazia per Eluana"; Englaro non risponde, ma Marco Cappato critica la lettera. Va sottolineato che Cappato critica la famiglia Crisafulli (escluso Salvatore) anche per precedenti interventi sul caso Welby. Nulla autorizza dunque a pensare che Cappato scriva a nome di qualcun altro, visto che ha motivi suoi propri per criticare Pietro Crisafulli.

Ma secondo Pietro Crisafulli il comunicato di Cappato è la conferma. Conferma di che? Dei legami di Beppino Englaro coi demoniaci radicali ovviamente. Secondo Crisafulli, Marco Cappato con quel comunicato avrebbe in pratica risposto alla lettera per conto di Beppino Englaro. Insomma, non solo Pietro Crisafulli scambia quella che è evidentemente una critica alla lettera per una risposta ad essa, ma pensa anche che dietro Cappato ci sia Englaro. Dunque l'indignazione dei Crisafulli contro Cappato non può non essere rivolta anche contro Englaro. 
 
Pochi giorni dopo, il 19 Novembre 2008, nel sito www.salvatorecrisafulli.it compare questo titolo: "Beppino Englaro si rifiuta di far vedere la figlia".
 
Insomma, a casa Crisafulli Beppino Englaro non pare popolarissimo. E poi, se lo scopo è quello di salvare un'innocente che un padre crudele vuole uccidere, non può essere una buona idea tirar fuori una bella "rivelazione" al momento giusto? Per i sostenitori della sacralità della vita l'elemento del consenso ha poca importanza: che agisca o no in accordo con la volontà della figlia, Beppino Englaro è comunque un assassino. Dunque non è così grave farlo passare anche per bugiardo, se questo può salvare la vittima designata. 

Insomma, per Pietro Crisafulli Beppino Englaro è una persona che sta per compiere un delitto e che in più, tramite Cappato, ha offeso la sua famiglia.
 
La sentenza su Eluana (pdf) però forse Crisafulli non l'ha letta e non sa che oltre al padre (e alla madre) di Eluana vi sono altri testimoni:
 
"La teste Dall'Osso ha su questo aspetto riferito che:

«Eluana mi ha parlato di Alessandro, un suo amico, eravamo già all'università. Alessandro aveva avuto un incidente in moto ed era in coma. Eluana era andato a trovarlo in ospedale ed era rimasta sconvolta dalla situazione e mi aveva confidato che secondo lei era meglio se fosse morto perché quella non poteva considerarsi vita. Non so quale sia stata poi la evoluzione delle situazione di Alessandro. Eluana mi ha però ripetuto più volte la frase che mi aveva riferito sul fatto che quella non era vita, sia riferita ad Alessandro, sia riferita ad altre persone che avevano avuto vicende analoghe. Mi ricordo in particolare due episodi. In particolare di Filippo, un altro nostro amico che aveva avuto un incidente in macchina ed era morto sul colpo. Era l'ultimo anno di liceo. Ricordo che Eluana mi aveva detto che Filippo, nella sua disgrazia, era stato fortunato perché era morto sul colpo e non era rimasto immobilizzato in coma, o comunque paralizzato o incosciente. L'altro episodio si riferisce ad un racconto delle suore di Maria Ausiliatrice presso le quali noi abbiamo frequentato il liceo. Il racconto si riferiva ad una ragazza che viveva in un polmone d'acciaio e le suore parlavano del coraggio di questa ragazza che, pur vivendo in queste condizioni, riusciva a confortare gli altri e a godere della vita, pure essendo in quelle condizioni. Io, Eluana ed altre compagne siamo rimaste molto impressionate e ci siamo chieste come fosse possibile vivere in condizioni del genere (...)».

Quanto alla teste Laura Portaluppi, ella ha riferito che:

«Quando Eluana ha perso un anno all'università perché si era in precedenza iscritta a giurisprudenza, si è trovata mia compagna di università al primo anno della facoltà di lingue. In quegli anni abbiamo avuto alcuni amici che hanno avuto sinistri stradali, tra cui Filippo e Stefano che sono deceduti sul colpo. In questo caso eravamo rimaste colpite, ma non abbiamo fatto commenti. Quando però un suo amico (solo di Eluana), Alessandro, detto Furia, era in coma in ospedale a seguito di un sinistro, lei era andato a trovarlo ed era rimasta traumatizzata. Mi ha detto che subito dopo era andata in chiesa ed aveva acceso una candela per chiedere per lui la grazia di morire piuttosto che vivere così. Ciò mi aveva colpito perché Eluana, accendendo la candela non aveva neppure pensato o accennato di chiedere che Alessandro migliorasse e guarisse. Non aveva neppure pensato che Alessandro potesse guarire o migliorare. Per molti anni sono andata a trovare Eluana, soprattutto quando era degente a Sondrio. Mi aveva molto colpito il fatto che ogni volta che doveva essere mossa bisognava usare un paranco, cioè una imbracatura. Ho pensato che ciò non fosse dignitoso, soprattutto per Eluana, che avrebbe spaccato il mondo e non avrebbe mai accettato una situazione del genere».

Infine, la teste Cristina Stucchi ha dichiarato:

«(...) eravamo molto amiche ed avevamo amici comuni. Filippo (Rota) l'avevamo conosciuto entrambe, perché frequentava le elementari nella nostra stessa scuola, ma in classi diverse. Era una domenica mattina di dicembre 1988 ed eravamo andate a Messa con Filippo e ci eravamo fermati sul piazzale della chiesa per concordare di passare il pomeriggio in discoteca in Valsassina. Io poi non ero andata. Alla sera della domenica ho appreso che Filippo era morto in un sinistro stradale. Ho visto Eluana il lunedì mattina che era venuta a casa mia prima di andare a scuola per commentare la vicenda di Filippo. Era scossa. Ricordo in particolare una sua frase che mi aveva lasciata scossa: e cioè che era meglio che fosse morto piuttosto che rimanere immobile in un ospedale in balia di altri attaccato a un tubo - per cui era meglio morire. (...) Io quel lunedì avevo cercato di dirle che per me la vita era importante, ma lei era ferma nella sua opinione. Eluana era così. Non c'era verso di farle cambiare idea - era molto determinata nelle sue convinzioni (...)»."
 
Anche queste persone si sono inventate tutto?

AGGIORNAMENTO

Fabio Rossi con un commento sul blog di Marisa Moles ha ricordato un grottesco sondaggio che la famiglia Crisafulli afferma di aver fatto. A questo sondaggio, citato anche nella lettera aperta di Pietro Crisafulli a Beppino Englaro, avrebbero partecipato anche persone in stato vegetativo come Eluana.

Chi racconta panzane del genere può essere credibile quando accusa Beppino Englaro?

AGGIORNAMENTO DEL 9 FEBBRAIO 2009

Nel sito www.salvatorecrisafulli.it c'è un post del 18 Novembre 2008 intitolato "Diventeranno tutti Englaro?", di cui riporto questo brano:

Difatti, chi non legato da situazioni affettive con il malato, chi, giunto alla veneranda età di 90 anni e dovendo accudire una povera figlia in coma da 27 anni, sapendo di dover tornare al Padre Eterno, non s’inventerà la storia che sua figlia, prima dell’evento che l’ha ridotta in coma, ha confidato ad un’amica, che per l’occasione farà il piacere di affermare, la sua volontà che, in caso di coma, non dovessero praticare accanimenti terapeutici e si lasciasse morire in pace? Ovviamente per accanimento sarà inteso, come nel caso di Eluana Englaro, anche la somministrazione dell’acqua e del cibo, cosa che qualsiasi madre fa al proprio figlio, in stato di incoscienza infantile. [...] A questo punto, se l’umana compassione, come si legge dalle statistiche pubblicate dalla RAI, ignorando la materia e le conseguenze che la sentenza emanata per la Englaro, è d’accordo nel condividerla; se una povera ragazza, assistita sin’ora dalle suore senza gravame alcuno da parte della famiglia, viene soppressa non per il fastidio che dà ma perché sedici anni addietro, in altre condizioni di vita, avrebbe espresso il desiderio di morire se si fosse trovata in condizioni di coma, a maggior ragione è anche umano che un genitore ultranovantenne, che una famiglia che è stata distrutta nella sua unità dall’evento accadutogli, possa chiedere di far cessare di vivere l’ammalato.

Se davvero Beppino Englaro ha confessato a Pietro Crisafulli di aver mentito, perché in questo post non si fa il minimo accenno a questa presunta confessione? Eppure è successivo al comunicato di Cappato, che, come abbiamo visto, per Pietro Crisafulli è stato la "conferma" del patto di Beppino Englaro coi radicali e dell'irrevocabilità della sua decisione di "far morire Eluana".

Nel post c'è scritto che Eluana "viene soppressa non per il fastidio che dà ma perché sedici anni addietro, in altre condizioni di vita, avrebbe espresso il desiderio di morire se si fosse trovata in condizioni di coma". Viene usato il condizionale: "avrebbe espresso". Dunque i Crisafulli si limitavano a dubitare. Ora invece Pietro Crisafulli afferma che "non era vero niente".

AGGIORNAMENTO DEL 25 FEBBRAIO 2009

Secondo Pietro Crisafulli Beppino Englaro ha voluto la morte della figlia per ottenere una legge sul testamento biologico. L'accusa è ridicola, ma c'è chi ci crede, e dunque ci torno su.

Il fatto è che Crisafulli considera la legge sul testamento biologico di cui si parla una vittoria per Englaro e i Radicali. Il solo fare una legge per lui è una vittoria della "cultura della morte". Nel post uscito il 23 Febbraio su salvatorecrisafulli.it infatti si legge:

"Chiediamo tutti insieme e subito al Parlamento di annullare questo decreto legge sul testamento biologico, senza senso per chi vive in Coma e in stato vegetativo, e di affrettarsi a fare un vero decreto legge che garantisca la nostra vita, anche da paralizzati, intubati, febbricitanti e piagati."

Insomma, Crisafulli non sa che il caso di Eluana è stato abilmente sfruttato dai clericali. Pannella infatti ha chiesto a Beppino Englaro di fermarsi, per timore che, nel clima che si era creato, venisse fuori una legge ultra-fondamentalista. Ma Englaro non si è fermato: è evidente che al centro dei suoi pensieri c'era Eluana.

Se davvero il suo scopo era la legge e per questo motivo ha fatto un patto coi radicali, come mai non ha raccolto il suggerimento di Pannella?

Ho scritto che dopo il comunicato di Cappato probabilmente Beppino Englaro non era molto popolare a casa Crisafulli. Nel già citato post del 23 Febbraio quest'ostilità nei confronti di Englaro è manifesta. Ecco tre citazioni:

Le barbarie sono quelle di Englaro

Noi non abbiamo voce, perché sempre chi grida il diritto di morire viene ascoltato? Perché noi no? Noi ci sentiamo offesi, da questo individuo, che ci offende tutti, lui è un incivile, non noi.

Noi abbiamo diritto alla serenità, invece Englaro ci offende continuando a parlare di morte, ci fa star male. Nonostante abbia detto falsamente che dopo la morte della figlia non avrebbe più parlato, appare giornalmente sulle Tv e sui giornali, offendendo ripetutamente e con accanimento radicale tutti gli italiani, definendo noi "incivili".

Il testo citato è firmato "Fam. di Salvatore Crisafulli Fam. di Emanuela Lia Maria Adduci moglie di Bepy" e si chiude con una bella proposta censoria:

Chiediamo un immediato intervento del Parlamento e chiediamo in particolare al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di intervenire immediatamente per far tacere i media e le tv, che si concentrano ripetutamente e con accanimento mediatico sull'eutanasia, sul testamento biologico e sul fine vita.

AGGIORNAMENTO DEL 28 FEBBRAIO 2009

All'inizio del 2007 Beppino Englaro e Pietro Crisafulli sono stati ospiti della trasmissione di Maurizio Belpietro "L'antipatico". Ecco il video della trasmissione:

PRIMA PARTE

SECONDA PARTE

Se Pietro Crisafulli era al corrente di questo segreto (che, lo ricordo, gli sarebbe stato spifferato da Englaro nel 2006 al ristorante "in presenza di altre persone"), perché non ha detto nulla?

AGGIORNAMENTO DELL'1 MARZO 2009

Ospite nel 2008 della trasmissione "Cominciamo bene estate", Pietro Crisafulli ha detto:

"Certamente se facciamo applicare la sentenza su Englaro tutti i disabili sono morti così, perché allora lo Stato risparmierebbe: ammazziamoli tutti questi disabili gravi, così non si spende soldi."

Quella sentenza insomma andava fermata. E Pietro Crisafulli ha cercato in seguito di fermarla con la sua "rivelazione".

Quando la conduttrice Arianna Ciampoli gli obietta che "la battaglia di Beppino Englaro [...] è mossa da altro, dal voler rispettare una volontà che è diversa da quella di suo fratello" perché Pietro Crisafulli non le "rivela" che Beppino Englaro si è inventato tutto?

AGGIORNAMENTO DEL 2 MARZO 2009

Pietro Crisafulli afferma che all'epoca in cui Beppino Englaro gli fece la presunta "confessione" anche lui "era favorevole all'eutanasia", lasciando intendere che questa identità di vedute avrebbe spinto Englaro a confidarsi.

Ma davvero Pietro Crisafulli era favorevole all'eutanasia?
 
Questo video è tratto dalla puntata di "Porta a porta" in cui Englaro e Crisafulli si sono conosciuti. Come si può notare, Pietro Crisafulli minaccia di "staccare la spina" al fratello Salvatore se non riceverà aiuto: il suo è una sorta di ultimatum, umanamente comprensibilissimo. Nulla a che vedere con ciò che chiedeva Piero Welby o ciò che ha chiesto Beppino Englaro a nome di sua figlia.

Englaro e Crisafulli chiedono cose diverse perché si occupano di persone diverse, con idee diverse e in condizioni diverse. Englaro non si è mai permesso di intromettersi nel caso di Salvatore Crisafulli. Pietro Crisafulli, invece, da un certo momento in avanti, ha visto il caso di Eluana come in competizione con quello di suo fratello: gli è sembrato che trovasse ascolto chi vuole morire ma non chi vuole vivere, e soprattutto ha temuto che la morte di Eluana potesse comportare la morte di altri malati in condizioni analoghe (da qui il titolo "Diventeranno tutti Englaro?" su www.salvatorecrisafulli.it). Così ha cercato di fermare Beppino Englaro, prima con le buone (la lettera aperta), e poi con le cattive (l'accusa di essersi inventato tutto). Nell'ultimo post su www.salvatorecrisafulli.it (quello, già citato, del 23 Febbraio) l'accusa non viene ripetuta, ma Englaro viene attaccato pesantemente:

"Il dopo Eluana: questo è terrorismo radicale. Le barbarie sono quelle di Englaro. [...] Noi ci sentiamo offesi, da questo individuo, che ci offende tutti, lui è un incivile, non noi."

AGGIORNAMENTO DEL 3 MARZO 2009

Pietro Crisafulli ha accusato Beppino Englaro di avere avuto uno scopo politico e di averlo perseguito in combutta coi Radicali. Intervistato a "Telecamere", ha affermato

"Si è inventato tutto. Voleva portare avanti la storia del testamento biologico."

Anche in quest'altra intervista, del 5 Febbraio 2009,  Pietro Crisafulli mostra di non aver capito nulla della battaglia di Beppino Englaro.

Parlando della sua lettera aperta a Englaro, Pietro Crisafulli afferma:

"Gli chiedevo di dare la grazia a Eluana. Gli ho chiesto di lasciarla vivere, di rispettarla, di lasciare che si occupino di lei, che non le venga tolto l’acqua. Lui ha già vinto. Non c’è bisogno di sacrificarla".

Poi aggiunge:

"Ormai quello che lui desiderava lo ha ottenuto. La sua è una battaglia politica pura. L’unico tarlo di Beppino è arrivare al testamento biologico".

Evidentemente Pietro Crisafulli non sa che già nel Giugno 2000 Englaro chiedeva che venisse rispettata la volontà di sua figlia.

Nel 2000 nemmeno Piero Welby si era ancora avvicinato ai Radicali: il suo primo intervento sul forum di www.radicali.it è del 2002. In Olanda solo a Novembre del 2000 fu approvata dalla Camera la legge sull'eutanasia.

La battaglia di Beppino Englaro è stata a lungo solitaria e sconosciuta ai politici.

AGGIORNAMENTO DEL 4 MARZO 2009

Nella puntata di "Telecamere" dell'8 Febbraio (con ospiti Marco Cappato e Gaetano Quagliarello) Anna La Rosa, dopo aver ritrasmesso la sua intervista a Pietro Crisafulli, ha detto di aver telefonato a Beppino Englaro per chiedergli se voleva replicare. Englaro le ha risposto "che non aveva nulla da dire, che effettivamente si conoscono, che sono stati a Lecco insieme, ma che non ha mai detto queste cose".

L'audio della trasmissione è disponibile a questo indirizzo. Quagliarello si mostra alquanto freddo nei confronti di Pietro Crisafulli, dicendo che le sue accuse, come tutte le accuse, vanno provate.

AGGIORNAMENTO DEL 5 MARZO 2009

Il 21 Luglio 2008 i familiari di Salvatore Crisafulli hanno inviato una lettera aperta a vari giornali, intitolata "Eluana Englaro non è una foglia d'insalata", che merita di essere segnalata prima di tutto per questa memorabile frase:
 
"Precisiamo che; Eluana, non è una foglia d'insalata, non è un carciofo, ma soprattutto non è un cavolfiore"
 
I toni di questa lettera sono piuttosto accesi: "decisione egoista e barbara", "talento di falsari", "immorale mestiere di pataccari", "delittuoso, immorale, ingiusto", "siamo veramente indignati ed offesi", "certa stampa di senza Dio e senza fede", "vergogna, vergogna, vergogna!".
 
Non vi è però nessuna critica a Beppino Englaro. La lettera inizia infatti così:
 
La famiglia Crisafulli si pregia di intervenire nel dibattito sulla vicenda della povera Eluana Englaro, non per giudicare l'operato dello sventurato padre di Eluana, bensì per dare un piccolo (forse grande) contributo da parte di chi ben conosce cosa significhi sentirsi dire che il proprio caro è un "vegetale".
 
E più avanti:
 
Abbracciamo il Papà di Eluana, ma soprattutto le meravigliose suorine che da quindici anni si prendono cura di Eluana.
 
Se davvero Beppino Englaro nel 2006 ha confessato a Pietro Crisafulli di volere la morte della figlia per motivi politici non si capisce perché in questa lettera un mostro del genere venga trattato con tanta comprensione.

AGGIORNAMENTO DELL'8 MARZO 2009

Qualche complottista trova molto losco il fatto che Cappato abbia criticato Pietro Crisafulli sul caso di Eluana non una ma due volte. Questo doppio intervento proverebbe che c'è stata una regia occulta dei Radicali.

Del primo intervento ho già parlato. Il secondo è avvenuto durante la già citata puntata della trasmissione "Telecamere". Anna La Rosa, dopo aver trasmesso l'intervista in cui Pietro Crisafulli accusa Englaro e Cappato, dice a Cappato che Pietro Crisafulli vorrebbe che si scusasse per quel comunicato.

Dunque Cappato questa volta non è intervenuto spontaneamente ma è stato interpellato dalla conduttrice. Cappato risponde che non ritiene di doversi scusare e ribadisce le sue critiche, sia relativamente al caso di Eluana che al caso di Welby. Anzi, è su quest'ultimo che si concentra, dicendo che Pietro Crisafulli si è comportato da "parassita del caso Welby", creando una falsa contrapposizione tra malati che vogliono vivere e malati che vogliono morire.

Su www.salvatorecrisafulli.it si legge:

“Parassita"
suona invece come un insulto gravemente infamante, perché sottende una precisa accusa di vivere alle spalle del fratello Salvatore e trarre da lui e dalla sua terribile ed estrema inabilità i mezzi della propria sussistenza.

Ma è evidente che Cappato non intendeva affatto questo: infatti ha detto "parassita del caso Welby". La cosa grave è che anche Anna La Rosa interpreta allo stesso modo:

"Come, parassita? Parliamo di un uomo che non lavora e che assiste giorno e notte il fratello".

Anche sul sito di "Telecamere" viene ripetuto l'inganno:

Alle dichiarazioni del signor Crisafulli ha poi a lungo replicato nel corso della trasmissione l’on. Marco Cappato, europarlamentare dei Radicali Italiani, che l’ha definito, tra l’altro, un “parassita”.

AGGIORNAMENTO DEL 27 MARZO 2009

Una ulteriore testimonianza riguardo alla volontà di Eluana Englaro è riportata nel "Corriere della sera" del 12 Gennaio 2005:

"A staccare la spina, smettere con l' accanimento terapeutico la famiglia di Alessandro non ci ha mai pensato. Nonostante che, sempre a Lecco, proprio una cara amica di Alessandro, Eluana Englaro per un destino baro e crudele, sempre per un incidente stradale, sia entrata in coma irreversibile. «La vicenda di Alessandro è diversa - spiegano - noi non giudichiamo chi vuole mettere fine a un' esistenza vegetativa». «La povera Eluana era venuta in ospedale a trovare Alessandro - ricorda un parente - e ci aveva detto che se fosse capitata a lei una situazione simile avrebbe certamente scelto di morire». Parole, queste di Luana, tuttora in stato vegetativo permanente, che assumono il valore di un presagio sconvolgente. Ma i parenti di Alessandro, la mamma, il fratello maggiore e le due sorelle hanno comunque avuto un contatto con il loro ragazzo. Hanno avuto la possibilità di ottenere da lui nei momenti di lucidità, quando le crisi ricorrenti non lo tormentavano, anche dei sorrisi."




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