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Diario


8 novembre 2008

Lidia Ravera misogina e razzista? Accuse ridicole

Vedo che vari siti e blog, per giustificare l'innocua battuta di Berlusconi su Obama che ha suscitato tanto clamore, ricordano ciò che ha scritto Lidia Ravera su Condoleeza Rice sull'"Unità" del 25 Novembre 2004. Il problema è che non fanno riferimento all'"Unità" ma al blog di Christian Rocca. 

Questo è l'articolo di Rocca:

Misogina con le ali
 
Condi Rice apparterrebbe alla categoria delle “donne-scimmia” e, da “donna-scimmia” nera e favorevole alla dottrina del first strike, deve sapere che in Italia c’è una isterica de sinistra che ha scritto: “In quanto femminista, lo sparerei direttamente a lei, il colpo”. L’isterica de sinistra ha scritto (sul giornale che si merita) che “Condoleeza Rice, certamente afflitta da una vita di mestruazioni a cui, probabilmente, data l’età, è seguita la mai troppo rimossa menopausa”. Riassunto: un’isterica de sinistra dice di una ragazza nera dell’Alabama (le cui amiche sono state bruciate vive) che appartiene alla categoria delle “donne-scimmia”, che le sparerebbe, che le mestruazioni le hanno dato alla testa e che ora, “data l’età” e le cose che fa, si vede che è in menopausa. La Calderoli de sinistra si chiama Lidia Ravera. Il giornale naturalmente è L’Unità. Il resoconto è di Annalena Benini sul Foglio di venerdì. A sinistra nessuno s’è indignato per i toni razzisti e misogini. Ora immaginate se queste volgarità le avesse dette Calderoli.
 
27 novembre 2004
 
 
Dunque Lidia Rivera odia le donne, pensa che quelle nere siano scimmie e vorrebbe sparare a Condoleeza Rice? Ho cercato l'articolo: è criticabilissimo, ma non è né misogino né razzista. L'espressione "donne-scimmia" è senza dubbio sgradevole ma non ha nulla a che vedere col colore della pelle di Condoleeza Rice. Probabilmente Lidia Ravera si riferisce alle donne che imitano (scimmiottano) gli uomini (nell'articolo sottolinea infatti il valore della diversità femminile). La Ravera inoltre non ha scritto affatto che le mestruazioni le hanno dato alla testa e che ora, “data l’età” e le cose che fa, si vede che è in menopausa. Infine, se si legge la frase conclusiva privata della parte finale e non si è letto la frase precedente ovviamente ci si fa un'idea distorta. L'articolo della Ravera termina così:

In quanto pacifista contraria alla politica estera di Bush mi sparerei un colpo. In quanto femminista lo sparerei direttamente a lei, il colpo, …"con dolcezza".

"Con dolcezza" è tra virgolette perché riprende la lettera di Paola Tavella e Alessandra Di Pietro al "Manifesto" che non è piaciuta a Lidia Ravera. Eccola:

E' una gran soddisfazione avere una femmina nera così in alto tra i nostri avversari. Ci aspettiamo che presto faccia qualcosa di strano. Finora l'ha fatto. Si chiama "Con dolcezza" ed è una tosta. Ha vissuto un'infanzia nella segregazione razziale ed è diventata di destra. E' stata tirata su politicamente dal padre di Madeleine Albright, Korbell, ma lavora con i Bush. Il texano dice che mostrerà al mondo la forza, la grazia e la cortesia degli Usa. Per il momento si dimostra solo che anche un mondo governato con una donna non è tutto rose e pace, nel caso qualcuna si fosse fatta illusioni. Tutto sommato, anche questo ci interessa. Restiamo in fervida attesa di altre sorprese. Più piacevoli, magari.
 
Questo è l'articolo di Lidia Ravera:
 
Fa' qualcosa di sinistra
 
di Lidia Ravera
 
L'Unità, 25 novembre 2004
 
Questa rubrica è dedicata alle compagne dette "vecchie femministe" e alla loro tenerezza per Condoleeza Rice, indubitabilmente nera e senza alcun dubbio donna, certamente afflitta da una vita di mestruazioni a cui, probabilmente, data l'età, è seguita la mai troppo rimossa menopausa. Le compagne "vecchie" (o vecchie compagne?) hanno provato un brivido di orgoglio, per così dire, castale nell'apprendere che un essere umano di tipo femminile, nero e pure di mezz'età (tre sfighe in una persona sola) era assurto a una delle massime cariche del mondo, quello di complice number one di un personaggino come George W. Bush. Hanno dato conto della loro contorta soddisfazione in una lettera al quotidiano Il Manifesto (dove scrive una delle mie donne preferite, Rossana Rossanda. Mi piace tanto che mi piacerebbe anche se fosse un uomo), prontamente acchiappata da "Il Corriere della Sera", come spunto per mettere insieme una gustosa inchiestina fra le femmine con diritto di parola sul tema: ma voi, siete contente che la Condoleeza è salita così in alto? Alcune solite note si sono espresse giubilando. Io, che faccio indegnamente parte delle chiacchieratrici autorizzate, dopo un'inevitabile moto di fastidio (il giornalista preposto alla bisogna era cortese e simpatico, va detto), mi sono espressa nel modo più ovvio: l'appartenenza di genere non è una patente di santità. Credevo che il coro sarebbe stato unanime. Invece no. Lucia Annunziata, donna che stimo, ammira Condoleeza, del resto ha collaborato ad elevare un monumento anche attorno a Oriana Fallaci. È proprio la vis bellicosa, evidentemente, che le garba. Più stupefacente Sandra Bonsanti, presidente di Libertà e Giustizia, che vede nell'elezione di Condy Rice, addirittura un segno di democrazia.
Mi sono trovata, come capita spesso, in sintonia con Lella Costa e Ritanna Armeni (in ottima salute mentale nonostante l'esposizione a raggi catodici nocivi) e ne sono lieta.
Però, mi è rimasta un'ombra di sconcerto: in che bizzarro modo è trattato, di questi tempi, il quasi defunto femminismo… quote di donne nelle liste elettorali. Donne di destra amate "in quanto donne" da donne che la pensano diversamente da loro. Donne sbandierate e donne desolate. Donne costrette ad essere corpi e messe da parte quando scade il bollino verde, garanzia di freschezza. Donne come fiori infilati a forza nel capace occhiello dei politici: "Quante donne mettiamo in questa cavolo di lista elettorale?". "Mettiamoci una donna, così nessuno può dirci che siamo maschilisti". E mettono la donna. E la donna, smarrita e contenta, per essere all'altezza, per non dar noia, per ringraziare, per durare nel posto acquisito, si sforza di imitare linguaggio e gestualità, forma e contenuti del discorso vincente maschile. No? Non succede così? Allora, forse, mi sono sbagliata. Io, del resto, non sono una "vecchia femminista". Non perché sia giovane, intendiamoci, ma perché non sento affatto scaduta, dentro di me, l'antica pulsione a segnalare l'esistenza di un altro punto di vista sul mondo, un'altra chiave di lettura esperienziale. Non sono ex, non mi sono pensionata. La moneta femminista non la vedo ancora con la nostalgia con cui si guarda alla valuta fuori corso. Ah… i bei tempi della lira, delle cabine telefoniche, delle cassettine rosse della posta, del femminismo, del marxismo-leninismo… Io mi reputo, tuttora, femminista, non perché penso che le donne sono "migliori degli uomini" o "brave quanto gli uomini", io sono femminista perché penso che le donne sono "diverse dagli uomini" e questa diversità, invece di essere valorizzata, continua ad essere considerata un handicap e le penalizza. Essere donne-persona (cioè: né donne-oggetto, né donne-scimmia) oggi, è duro e scarsamente remunerativo. Alle donne-persona va tutta la mia simpatia di sorella. Condoleeza, con quelle guancette da impunita, è la "lider maxima" delle donne-scimmia. Personalmente, anche se è maschio, preferivo Colin Powell. E, anche se è maschio, concordo con Giulietto Chiesa che, commentando la nomina della nostra eroina B.M.W (black-middleaged-woman), ha scritto: "Un falco al quadrato ha preso il posto della radice quadrata di una colomba". In quanto pacifista contraria alla politica estera di Bush mi sparerei un colpo. In quanto femminista lo sparerei direttamente a lei, il colpo, …"con dolcezza".
 
http://www.educationzip.com/blog/archives/00001632.html

Al link qua sopra trovate anche l'articolo di Annalena Benini, da cui ho tratto la citazione della lettera al "Manifesto". Nel suo articolo non si parla di razzismo (e dunque è inservibile nella polemica sul caso Berlusconi-Obama). La Benini ci dà informazioni riservate sui propositi omicidi di Lidia Ravera, svelandoci che il colpo a Condoleeza lo vorrebbe sparare "in testa". Tace però il fatto che la Ravera si definisce pacifista e sparerebbe anche a sé stessa. Quanto all'accusa di misoginia, che fa anche la Benini, io non ho mai sentito una persona misogina dire cose come "anche se è maschio, preferivo Colin Powell". Veniamo ora alle considerazioni sulle mestruazioni e sulla menopausa: capirei l'indignazione se le avesse fatte un uomo, ma Lidia Ravera è una donna, e ha tre anni in più di Condoleeza Rice, dunque anche lei  è stata "afflitta da una vita di mestruazioni a cui, probabilmente, data l’età, è seguita la mai troppo rimossa menopausa". La Ravera inizia l'articolo parlando delle ragioni che potrebbero indurre a simpatizzare per la Rice, che consistono nelle "tre sfighe" di essere donna, nera e di mezza età (e dunque afflitta da una vita di mestruazioni e dalla successiva menopausa). Scrive infatti:

Le compagne "vecchie" (o vecchie compagne?) hanno provato un brivido di orgoglio, per così dire, castale nell'apprendere che un essere umano di tipo femminile, nero e pure di mezz'età (tre sfighe in una persona sola) era assurto a una delle massime cariche del mondo...

La Ravera, nonostante queste tre sfighe che dovrebbero in teoria rendergliela simpatica, non è per niente contenta della nomina della Rice, perché essere donna non è una patente di santità, perché è un "falco al quadrato" e perché non appartiene alla categoria delle donne-persona (che valorizzano la diversità femminile) ma a quella donne-scimmia (cioè, presumo, delle donne che scimmiottano gli uomini). Per questo preferiva Colin Powell anche se è maschio.

AGGIORNAMENTO DELL'8 APRILE 2009

Ho scritto a Lidia Ravera per chiederle se per donne-scimmia intendeva le donne che imitano gli uomini. Mi ha risposto:

Intendevo esattamente quello, e chi non è in malafede fa presto a capirlo. Scimmie, dette anche "uome", ce n'è quintali. Non ho niente contro di loro, ma certo non rappresentano "il nuovo".




permalink | inviato da mildareveno il 8/11/2008 alle 10:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
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