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Diario


16 ottobre 2016

Signora animalista e a favore dell'eutanasia nel film "Psycho"

Nel film "Psycho" appare a un certo punto una signora che, nell'acquistare un insetticida, si lagna del fatto che nelle avvertenze non ci sia scritto nulla su quanto dolore esso provochi:

"And I say, insect or man, death should always be painless".

"E io dico che, si tratti di insetti o uomini, la morte dovrebbe essere sempre indolore".




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16 luglio 2016

Citazione di Einaudi sulla progressività delle imposte

Anche un liberista come Luigi Einaudi era favorevole alla progressività delle imposte (purché non fosse troppo accentuata):

“La progressività delle imposte sul reddito e di quelle ereditarie allo scopo di fornire entrate allo stato e nel tempo stesso di ridurre le distanze fra ricchi e poveri, resecando più sui redditi altissimi in confronto a quelli alti e via scemando sui redditi mediocri e minimi; e falcidiando, nel momento del trapasso gratuito per successione e donazione, più le grosse che le piccole eredità; è norma accolta oggi in tutte le legislazioni ed i dibattiti vertono sulle modalità e sui limiti di applicazione del principio.”

Luigi Einaudi, Liberalismo e socialismo (in "Prediche inutili").




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16 aprile 2016

Borghezio Johnson

POST SCRITTO L'11 MARZO 2012

Il sindaco di Londra Boris Johnson ha scritto un articolo in cui paragona Cortés e i conquistadores spagnoli ai liberatori dei prigionieri del campo di concentramento di Belsen e riguardo alla civiltà azteca scrive che affermare che gli Aztechi erano all'età della pietra è un insulto all'età della pietra:

http://www.telegraph.co.uk?/comment/columnists/borisj?ohnson/6238077/Moctezuma-W?hen-one-civilisation-deser?ves-its-bloody-nose-from-a?nother.html




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16 gennaio 2016

I gay? Solo altrove

POST SCRITTO L'11 SETTEMBRE 2010

"In Iran non ci sono gay".

Mahmud Ahmadinejad

"I gay sono tutti dall'altra parte".

Silvio Berlusconi




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14 ottobre 2015

Gli atei e gli agnostici secondo il papa

POST SCRITTO IL 21 DICEMBRE 2009

In un discorso pronunciato oggi, il papa ha detto, riferendosi ad atei e agnostici:

"Ma la questione circa Dio rimane tuttavia presente pure per loro, anche se non possono credere al carattere concreto della sua attenzione per noi."

Capisco che per il papa possa essere fastidioso parlare di persone che non credono o dubitano che Dio esista, ma descrivere gli atei e gli agnostici come persone che non solo credono in Dio ma pensano che sia attento a noi (seppure in modo non concreto) è veramente buffo.

La frase del papa però descrive perfettamente lo stato d'animo dei bambini che non hanno ricevuto doni a Natale:

"Ma la questione circa Babbo Natale rimane tuttavia presente pure per loro, anche se non possono credere al carattere concreto della sua attenzione per loro."




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15 luglio 2015

Napoleone silurò Desaix?

POST SCRITTO IL 13 NOVEMBRE 2009

In un suo articolo di oggi, Massimo Gramellini scrive:

È il morbo della mediocrità e lo vediamo all’opera ogni giorno, in ogni consesso umano. Ne sono vittima quei capi che tendono a circondarsi di collaboratori poco dotati, privilegiando la fedeltà al talento, lo spirito di clan alla collaborazione competitiva. Tutti lo fanno e tutti lo pagano, amaramente. Eppure continuano a farlo. Ad Austerlitz, Napoleone fu salvato da un generale estroso che contravvenendo ai suoi ordini giunse sul campo di battaglia al momento sbagliato, cioè giusto, rovesciandone l’esito. Dopo la vittoria l’Imperatore lo rimpiazzò con uno yesman. E fu Waterloo.

A. R. commenta così l'articolo:

Come al solito, un grandissimo Gramellini su "La Stampa". C'è solo un punto che non mi convince: sbaglierò, ma a me risulta che la battaglia in cui Napoleone fu "salvato" da un suo generale fu Marengo, e non Austerlitz (il generale in questione era Desaix).

Essendo ignorante in storia, ho controllato e ho verificato che A. R. ha ragione: fu la battaglia di Marengo. Quella di Austerlitz non la potè fare perché durante la battaglia di Marengo fu ucciso, dunque Napoleone lo rimpiazzò perché morì, non perché gli faceva ombra, e ad Austerlitz vinse senza di lui.




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14 novembre 2014

Sabina Began: il mio mito Berlusconi

POST SCRITTO IL 6 OTTOBRE 2009

Intervista di "Vanity Fair" all'attrice Sabina Began. Riporto i brani migliori:

Come ha conosciuto Berlusconi?

Grazie a una coppia di amici stranieri. Mi hanno portata a una cena, a Roma, dove erano suoi ospiti. Mi ha folgorata con il suo carisma: illuminava la scena, riempiva la stanza da solo. [...] Tra il Presidente e me c'è stima e rispetto, non gli ho mai dato del tu, lui per me è un mito.

[...]

Leggo la frase tatuata sul suo piede destro: «29... che illumina la mia anima e cuore per sempre. S.B.». E poi, l'immagine di una farfalla, l'insetto-gioiello che il Presidente regala abitualmente alle sue ospiti. «S.B.» sono le iniziali di Sabina Began, ma anche di Silvio Berlusconi.
«Questo è un omaggio all'uomo che con il suo esempio mi ha cambiato la vita. Il 29 è il giorno in cui l'ho incontrato (29 agosto 2006, ndr) ed è anche la sua data di nascita (29 settembre 1936, ndr). C'è chi si tatua il volto di Che Guevara. Per me è la stessa cosa».

Crede che apprezzerebbe il paragone con Che Guevara?
«Perché no? Anche Berlusconi è un rivoluzionario, un combattente per la libertà e per il popolo».

[...]

Patrizia D'Addario sostiene di avere avuto rapporti con il Premier. Lei la conosce?
«No. Ma non credo a una parola di ciò che dice. Né credo alle registrazioni. In giro ci sono abilissimi imitatori della voce di Berlusconi. [...]»




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16 settembre 2014

Il Popolo della Semilibertà

POST SCRITTO IL 2 OTTOBRE 2009

Qua ci sono le "classifiche" di Freedom House
sulla libertà di stampa nel mondo.

Il rapporto 2009 è relativo al 2008, il rapporto 2008 è relativo al 2007 ecc...

Prendiamo gli anni 2003-2008: per una curiosa coincidenza l'Italia è giudicata "libera" solo quando Berlusconi non è al governo oppure perde le elezioni. 

2003 Berlusconi è al governo - SEMILIBERA

2004 Berlusconi è al governo - SEMILIBERA

2005 Berlusconi è al governo - SEMILIBERA

2006 Berlusconi perde le elezioni - LIBERA (promozione)

2007 Berlusconi è all'opposizione - LIBERA

2008 Berlusconi vince le elezioni - SEMILIBERA (retrocessione)

Per uno che ha fondato un partito che si chiama "Popolo della Libertà" la cosa mi sembra imbarazzante.

AGGIORNAMENTO DEL 3 OTTOBRE 2009

Ma se andiamo nel sito di Freedom House, possiamo vedere che relativamente a 2001 e 2002 il giudizio è stato meno severo: l'Italia è ancora "libera".

Nel presentare nel suo sito web il rapporto 2003 (relativo al 2002) e il rapporto 2002 (relativo al 2001), Freedom House esprime però preoccupazione per lo strapotere mediatico del Cavaliere.

Dalla presentazione del rapporto 2002 (selezionate "Italy"):

"Private news media are generally free of government control but the May election of Prime Minister Silvio Berlusconi reopened concerns raised when he occupied that post several years earlier. Berlusconi's extensive holdings in television placed potential control of 90 percent of all TV broadcasting in his hands, as well as a significant stake in the publishing business and related power in the field of advertising. Under his government responsibilities are the main state-owned television network and the three main channels of Radio Audizioni Italiane (RAI), all of which provide most of the news available to the public."

Dalla presentazione del rapporto 2003:

"Prime Minister Silvio Berlusconi's substantial family business holdings control Italy's three largest private television stations and one newspaper. In February 2002, his government appointed new members to the governing body of the state television broadcaster (RAI). In June, RAI canceled a popular television program that had frequently been critical of the prime minister. Several months later, RAI banned an unrelated television episode satirizing Berlusconi. By the end of the year, leading journalists at Corriere della Sera, Italy's largest daily, warned that a proposed corporate restructuring threatened to undermine the paper's editorial independence and further diminish media pluralism in the country".

Nel rapporto 2004 l'Italia "retrocede", finendo tra i semiliberi.




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16 luglio 2014

Nostalgie colonialiste sul sito dei Carabinieri

Nel sito carabinieri.it il colonnello Giuseppe Governale racconta la disfatta di Adua e scrive:

Abbiamo accennato allo "spettacolo" dopo l'arrivo della triste notizia del massacro di Adua.
Si gridò "Abbasso Crispi ! Via dall'Africa!" e, purtroppo, anche "Viva Menelik !" l'autore del massacro.
Invece di accogliere la notizia della sconfitta con la calma di un popolo forte, magari esprimendo propositi di rivincita, che sarebbero stati comprensibili, si arrivò perfino ad approvare una carneficina, ove si pensi che a fronte di oltre 5.600 caduti si contarono solo 500 feriti.

Il colonnello Governale non critica solo gli stupidi che gridavano "Viva Menelik!". Per lui è da condannare anche lo slogan "Abbasso Crispi! Via dall'Africa!"; avrebbe preferito che il popolo auspicasse la rivincita.




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15 maggio 2014

Il senatore Fleres del Pdl ha un debole per Scientology

POST SCRITTO IL 17/07/2010

A pag. 22 del numero 47 della rivista "Scientology News" c'è scritto:

"Campagnia dei Diritti Umani: il Senatore di Stato Salvo Fleres ha presentato uno speciale riconoscimento a L. Ron Hubbard e alla Chiesa di Scientology di Roma per l'attività umanitaria nel campo dei diritti umani (sic!), con gratitudine per tutto ciò che la Chiesa sta facendo per eseguire l'intenzione di L. Ron Hubbard: rendere i diritti umani un fatto e non un sogno idealistico."

Non contento, il senatore Fleres ha presentato anche un'interrogazione parlamentare in difesa della benemerita Chiesa:

Atto Senato - Interrogazione a risposta scritta 4-03184 presentata da SALVO FLERES mercoledì 19 maggio 2010, seduta n.382

Ne riporto un passo:

"Scientology, a parere dell'interrogante, avrebbe potuto essere riconosciuta come organizzazione religiosa in virtù del Trattato di amicizia, commercio e navigazione fra la Repubblica italiana e gli Stati Uniti d'America".




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14 marzo 2014

Brunetta: se non avessi fatto politica avrei vinto il Nobel per l'economia

POST SCRITTO L'11 GIUGNO 2011

Da "Matrix" del 18/06/2008.

Enrico Mentana: "C'è un grande errore che ha fatto? Uno sbaglio che ha fatto?"

Renato Brunetta: "Le cose recenti?"

Mentana: "No, in generale."

Brunetta: "Forse uno. Io avevo...lo dico con un po' di autoironia...volevo vincere il premio Nobel per l'economia."

Mentana: "Sta scherzando?"

Brunetta: "Ero anche bravo. Ero non dico lì lì per farlo ma ero sulla giusta... Ha prevalso il mio amore per la politica, e il premio Nobel non lo vincerò più. Ho fatto un errore.

Mentana: "Questo è un errore? Ma l'avrebbe vinto?

Brunetta: "Sì."




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15 gennaio 2014

L'unica cosa che mi manca di Berlusconi premier...

...sono autentici capolavori come la parte iniziale della sua telefonata alla trasmissione di Gad Lerner "L'infedele":

"Buonasera. Mi hanno chiamato invitandomi a sintonizzarmi su 'L'Infedele'. Sto vedendo una trasmissione disgustosa, una conduzione spregevole, turpe e ripugnante".




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14 novembre 2013

Ora l'esperanto rinasce sul web

POST SCRITTO IL 12 NOVEMBRE 2009

Da "Repubblica" di oggi.

Ora l'esperanto rinasce sul web

A 150 anni dalla nascita dell'inventore

di Dario Pappalardo

«Obama, introduci l’esperanto nelle scuole!», recita l’appello internazionale diffuso su Facebook. Parlano esperanto i messaggi di Twitter e quattromila video di YouTube realizzati in ogni parte del globo, comprese le canzoni di De André, tradotte dal "kantisto" italiano Gianfranco Molle. Wikipedia – anzi "Vikipedio" – ha un intero portale dedicato alla lingua universale. Digitare la voce "esperanto" su Google significa poter scorrere 54 milioni di risultati. Insomma, quello che sarebbe dovuto diventare l’idioma usato da tutto il mondo – almeno nelle intenzioni del suo inventore, Ludwik Zamenhof, nato esattamente centocinquanta anni fa – un secolo dopo si prende la rivincita su Internet. Oggi per imparare l’esperanto basta cliccare su siti come www.lernu.net e organizzarsi un corso fai da te: le lezioni si scaricano online o arrivano gratis via e-mail. Per testare i progressi ci si può confrontare con un tutor o chattare in Rete. Salvo poi incontrarsi di persona.

Secondo una ricerca di Sidney S. Culbert dell’università di Washington, sarebbero circa due milioni le persone in grado di esprimersi correttamente nella lingua artificiale fondata nel 1887, quando l’ebreo polacco Zamenhof pubblicò il Primo Libro con la grammatica. Una cifra, in realtà, difficile da definire: «Col web, è impossibile controllare la diffusione della lingua. Gli esperantisti dicono di essere 15 milioni, io credo si oscilli tra i due e i tre milioni. Ai congressi mondiali la partecipazione è di 3000 persone», dice Renato Corsetti, presidente della Federazione Esperantista Italiana e, dal 2001 al 2007, a capo di quella universale che ha sede a Rotterdam.

Ci sono i giovani della Itala Esperantista Junularo, nata a Milano nel 1947, che oltre ad essere attivi nella Rete (iej.esperanto.it), organizzano il festival annuale, promuovono scambi di ospitalità con coetanei di tutto il mondo e mettono a punto nuove traduzioni: le ultime quelle dei fumetti Rat-Man e Diabolik.

Ma quali sono oggi le finalità dell’esperanto? «Le stesse delle origini. L’esperanto propone una democrazia linguistica perché non impone una cultura a nessuno», spiega Michela Lipari, esperantista dal 1966 e curatrice del libro Via Zamenhof (Giuntina, pagg. 280, euro 15) dedicato al fondatore. «Non è un caso che oggi in Africa si stia diffondendo come lingua di ribellione rispetto a quella dei colonizzatori. In Cina, le università iniziano a richiedere personale in grado di insegnarlo. Nel pianeta è una realtà già funzionante in un microcosmo di famiglie, compagnie teatrali, letteratura. Se oggi l’inglese domina, domani potrebbe non essere così. E la grammatica dell’esperanto, composta di sole sedici regole, è certamente più avvicinabile di quella cinese».

La comunità internazionale, al di fuori di Internet, non sembra avere recepito questo passaggio logico: l’Unione europea rimane fredda. Dopo il testo dell’europarlamentare radicale Gianfranco dell’Alba, bocciato nel 2004, l’ultima proposta di utilizzo dell’esperanto come lingua franca nella Ue risale al gennaio scorso ed è della slovena Ljudmila Novak.

«Eppure, in contesti come quello dell’Unione europea, l’utilizzo di una lingua artificiale nella redazione di testi normativi può essere positivo», è l’opinione di Tullio De Mauro, che nel 1995 scrisse l’introduzione al Manuale di esperanto di Bruno Migliorini. «In questi casi – continua lo storico della lingua – l’uso di una lingua neutra evita risse nazionalistiche. Dell’esperanto, invece, mi pare meno interessante la prospettiva universalista».

Al popolo di Facebook che parla esperanto rimane la speranza che Obama risponda all’appello.

http://fortikajxuloesperantablogo.blogspot.com/2009/11/la-esperanto-sur-interreto-hodiaua.html

http://www.dirittiglobali.it/articolo.php?id_news=16183




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16 settembre 2013

Gli eredi di Pannunzio? Capezzone e Pera

POST SCRITTO IL 10 GENNAIO 2009

Sul "Velino" dell'8 Gennaio è uscito
un articolo intitolato "Pannunzio, il radicale che non amava Pannella e Scalfari". In realtà nel pezzo si accenna soltanto a un'avversione verso Scalfari ("Pannunzio vietò che Eugenio Scalfari partecipasse ai suoi funerali."). Di Pannella si parla, ma non si dice nulla su ciò che Pannunzio pensava di lui. Evidentemente al titolista più che riassumere il pezzo premeva convincerci che, se fosse vivo, Pannunzio voterebbe Pdl (ricordo che il direttore editoriale del "Velino" è Daniele Capezzone).
 
Quaglieni, l'autore del libro su Pannunzio, ci ricorda "la necessaria distinzione tra laico e laicista, tra ateo e non credente". Io sarei curioso di sapere in quale scritto di Pannunzio si può trovare questa distinzione.

Interessante è che tra gli invitati alla presentazione del libro ci sia Dino Cofrancesco, autore di questo articolo contro Massimo Teodori, che sulla "Stampa" dell'8 Febbraio aveva scritto, parlando di Pannunzio:

Ed il suo laicismo ebbe come bersaglio quei clericali che anche allora volevano indicare cosa è la "vera laicità": sicché viene oggi da sorridere quando un esponente di Forza Italia, che ha espresso il giudizio secondo cui "il laicismo è peggiore del nazismo e del comunismo", pretende di parlare sull’origine tocquevilliana del liberalismo di Pannunzio....

A dar retta a Quaglieni e Cofrancesco, dovremmo credere che uno dei più degni eredi di Pannunzio sia Marcello Pera, che l'ha perfino commemorato all'Università di Torino nel quarantennale della morte.

Meglio leggere ciò che scriveva Pannunzio. Questa è una citazione del '66 riportata nell'articolo di Teodori:

Per anni abbiamo sollecitato socialisti e repubblicani, liberali autentici ed indipendenti, a costruire alleanze democratiche, fronti laici, terze forze; abbiamo denunciato l’invadenza clericale, il sottogoverno delle maggioranze, i connubi tra mondo politico e mondo economico. Abbiamo deplorato con ostinazione la chiusura irrimediabile del mondo comunista alle sollecitazioni della libertà.




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16 luglio 2013

"Porto il velo, adoro i Queen": intervista a Sumaya Abdel Kader

POST SCRITTO IL 21 DICEMBRE 2008

Interessante intervista di Radio Radicale a Sumaya Abdel Kader, autrice del libro “Porto il velo, adoro i Queen”, pubblicato da Sonzogno.

ASCOLTA L'INTERVISTA




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15 maggio 2013

Pansa: MSI e Radicali unici partiti non corrotti

POST SCRITTO IL 20 GENNAIO 2009

Nella puntata di "Porta a porta" di qualche giorno fa intitolata "Esiliato o latitante?" e dedicata a Craxi, Gianpaolo Pansa ha detto che l'MSI e il Partito Radicale erano i due soli partiti della prima repubblica in cui non era presente la corruzione.

Davvero l'MSI era al di fuori da tangentopoli?

Da un articolo di "Repubblica" dell'1 Dicembre 1993:

Il j' accuse è firmato da Luca Ricolfi, docente di metodologia delle Scienze Sociali all' Università di Torino e autore di una ricerca sulle autorizzazioni a procedere nei confronti dei parlamentari italiani, suddivisa per partiti e per tipo di reati, che apparirà in libreria nelle prossime settimane. "Tra tutti i partiti presenti in Parlamento", è il risultato finale dello studio, "il Msi è quello che ha in assoluto la maggior percentuale di inquisiti: il 54 per cento contro una media generale del 29,5 per cento". In realtà, i reati principali per i quali sono inquisiti i cinquanta parlamentari del Msi sono soprattutto di due tipi: quelli che Ricolfi ha raccolto sotto la voce "litigiosità", e quelli cosiddetti "di opinione", che riguardano cioè la diffamazione e l' uso dei media. Ma non mancano le richieste di autorizzazione per reati connessi a Tangentopoli: dall' abuso di potere fino alle false dichiarazioni, la media dei parlamentari missini inquisiti è del 12 per cento. Commenta Ricolfi: "E' più bassa della media degli altri partiti, che arriva al 17,6 per cento, ma non è certo così insignificante da poter permettere al partito di Fini di dichiararsi estraneo a Mani Pulite". I parlamentari del Msi si sono resi responsabili anche dei reati più gravi in assoluto, cioè l' omicidio e le stragi: la percentuale statistica è del 2 per cento, anche se ciò si riferisce ad un solo caso, quello di Massimo Abbatangelo, accusato di strage, banda armata, attentato per finalità terroristiche, fabbricazione e detenzione di ordigni esplosivi per la "strage di Natale" del 1984. "Se qualcuno sentisse dire da un esponente repubblicano o pidiessino che il suo partito è ' totalmente estraneo' alle storie di tangenti", dice ancora Luca Ricolfi, "non gli chiederebbe forse conto di un' affermazione tanto azzardata? Nessuno lo fa con i missini, nonostante che, tra i partiti rimasti all' opposizione, sia quello che può vantare il numero di parlamentari inquisiti più alto". Si tratta di una nuova teoria sul "consociativismo" dell' estrema destra rispetto al vecchio sistema di potere? Il ricercatore torinese non si spinge tanto oltre: "Io studio, non do giudizi politici. Ma ciò non mi impedisce di restare colpito quando, in piena campagna elettorale, sento agitare a tutto campo argomenti così palesemente falsi". Sommando i reati di strage, quelli collegati alle tangenti e quelli per associazione mafiosa, cioè tutte le categorie più gravi, la percentuale missina risulta ancor più prossima alla media: 16 per cento anziché 20,6 per cento. E, per Ricolfi, "comunque si facciano i conti, su tutti i reati, solo su quelli gravi o solo su quelli ricollegabili a Tangentopoli, la percentuale di missini coinvolti nelle inchieste è sempre doppia, tripla o quadrupla rispetto a quella dei due partiti eredi del Pci". Ma gli esponenti della "nuova destra" a Montecitorio e a Palazzo Madama restano, in primo luogo, soprattutto turbolenti, irrispettosi, intolleranti: la violenza privata, le percosse, l' ingiuria a pubblico ufficiale sono i reati che ricorrono più spesso nelle richieste di autorizzazione a procedere che li riguardano. In compenso, nessuno di loro è stato finora inquisito per reati di tipo economico "privato", come il furto, mentre nel resto del Parlamento la media generale è dell' 1,4 per cento. I missini si rendono infine maggiormente responsabili dei reati lievi estinguibili con una contravvenzione (2 per cento contro l' 1,6). Per un partito che si è proposto e si propone con sempre maggior vigore come l' unica forza in grado di spazzare via l' illegalità e le ruberie dei politici non c' è male davvero.

 




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14 marzo 2013

Rimborsi elettorali: i partiti dichiarano spese mai fatte

POST SCRITTO IL 10 GENNAIO 2010

In un articolo del "Mattino" sui rimborsi ai partiti si parla della differenza tra le spese dichiarate e le spese reali. Le cifre fornite sono relative alle spese strumentali (viaggi, telefono ecc.) Tra i partiti citati l'unico a uscirne abbastanza bene è il Partito Democratico, che non ha dichiarato molto più di quanto ha speso.

Ecco le cifre relative alle spese strumentali :

Partito Democratico

SPESE ACCERTATE DALLA CORTE DEI CONTI: 398.397

SPESE DICHIARATE:                                        423.696

Popolo delle Libertà

SPESE ACCERTATE DALLA CORTE DEI CONTI:  652.712

SPESE DICHIARATE:                                    15.801.955

Italia dei Valori

SPESE ACCERTATE DALLA CORTE DEI CONTI: 16.010

SPESE DICHIARATE:                                   1.027.022

Sinistra Arcobaleno

SPESE ACCERTATE DALLA CORTE DEI CONTI: 12.808

SPESE DICHIARATE:                                   2.452.441

Lega

SPESE ACCERTATE DALLA CORTE DEI CONTI: 266.589

SPESE DICHIARATE:                                        802.316

Partito Socialista

SPESE ACCERTATE DALLA CORTE DEI CONTI: 0

SPESE DICHIARATE:                          1.016.044




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16 gennaio 2013

Articolo di "Repubblica" sull'esperanto

POST SCRITTO IL 16 DICEMBRE 2009

E' usata in circa 120 paesi del mondo. E molti giovani le si avvicinano
A un secolo e mezzo dalla nascita del suo inventore, anche internet si adegua

In due milioni parlano esperanto, la lingua del paese che non c'è

di EMANUELE CERRETI

E' passato un secolo e mezzo, eppure due milioni di persone in circa 120 paesi parlano la lingua del Paese che non c'è. A crearla fu Ludwik Lejzer Zamenof, un medico oculista polacco di fine Ottocento, che si preoccupò di trovare un linguaggio global, che facesse parlare tutti, in tutto il mondo.

E' una lingua viva, dunque, nonostante quello che si potrebbe pensare di un idioma costruito a tavolino. E anche in Italia, nonostante il nostro illustre passato linguistico, l'esperanto gode di ottima salute. In particolari circostanze la Rai trasmette in esperanto su onde corte, via satellite e via internet, e il sito esperanto.it, che gode di buon successo, è solo uno dei canali di comunicazione attraverso il quale gli esperantisti italiani si tengono in contatto.

Sono parecchi anche i giovani che si avvicinano alla lingua "universale" nata in Europa. Sul sito della Gioventù Esperantista Italiana è addirittura possibile iscriversi a un corso gratuito via email. Per la sua diffusione su vasta scala, internet non può che essere un alleato. Non a caso, attraverso il web l'esperanto ha iniziato a vivere una seconda giovinezza: grazie anche a YouTube, Facebook, Twitter o Wikipedia, l'idioma ha potuto raggiungere un pubblico ancora più ampio.

Una lingua facile. Nato per essere utilizzato come seconda lingua e non per sostituire gli idiomi etnici, l'esperanto fu creato da Zamenhof con una semplicità fonetica, morfosintattica e lessicale che ne permettesse un rapido apprendimento e un facile impiego. A ogni suono corrisponde una sola lettera e a ciascuna lettera un solo suono. Non esistono consonanti doppie, non esiste differenza tra vocali aperte e chiuse, l'accento cade sempre sulla penultima sillaba, le regole grammaticali sono appena 16 e senza eccezioni.

Più d'un esperantista ha chiesto di riconoscere all'idioma di Zamenhof la dignità di lingua tra tutte quelle utilizzate in Europa, partendo dal presupposto che in alcuni contesti questa lingua potrebbe rappresentare un comodo passepartout linguistico, semplice da imparare e facile da utilizzare. Si pensi alla proposta di legge del gennaio 2009 dell'europarlamentare slovena Ljudmila Novak, che ha richiesto l'introduzione dell'esperanto quale lingua comune.

(15 dicembre 2009)

http://www.repubblica.it/2009/12/sezioni/spettacoli_e_cultura/esperanto/esperanto/esperanto.html




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16 novembre 2012

Brunetta stabilisce in anticipo la percentuale dei fannulloni

POST SCRITTO IL 17 DICEMBRE 2009

Una intelligente novità introdotta dalla riforma Brunetta riportata da lavoroediritti.it:

In ogni graduatoria il personale è distribuito in differenti livelli di performance in modo che:

•il venticinque per cento è collocato nella fascia di merito alta, alla quale corrisponde l’attribuzione del cinquanta per cento delle risorse destinate al trattamento accessorio collegato alla performance individuale;
•il cinquanta per cento è collocato nella fascia di merito intermedia, alla quale corrisponde l’attribuzione del cinquanta per cento delle risorse destinate al trattamento accessorio collegato alla performance individuale;
•il restante venticinque per cento è collocato nella fascia di merito bassa, alla quale non corrisponde l’attribuzione di alcun trattamento accessorio collegato alla performance individuale.

Che senso hanno queste percentuali fisse? E' come se un insegnante fosse costretto a dare 8 al 25% degli studenti, 6 al 50% e 4 al restante 25%.

Ci possono essere situazioni in cui tutti fanno il loro dovere egregiamente e altre in cui i meritevoli sono pochi.




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15 settembre 2012

Pannella togliattiano e Pannunzio craxiano

POST DEL 5 NOVEMBRE 2009

Oggi sul "Giornale" è uscito un articolo non firmato intitolato E Pannunzio insorse: i radicali e il Pci contro Craxi? «Alleanza di cretini».

Pannunzio è morto nel 1968 ma chi legge il titolo dell'articolo del "Giornale" è indotto a pensare che fosse un craxiano.

Il "Giornale" scrive:

Togliatti si espone direttamente per valorizzare la posizione di Pannella con una lettera al «Paese»..

Togliatti si espose, ma per dissentire da Pannella. Leggendo l'articolo del "Giornale" uno capisce diversamente.

L'intervento di Pannella e la risposta di Togliatti si possono trovare qua (non badate al titolo in alto: fate scorrere la pagina verso il basso e troverete i due pezzi).




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